La nostra azienda è stata premiata per la categoria “Ricerca e innovazione” del Premio nazionale “Io vivo sostenibile” - edizione 2010. La premiazione è avvenuta nell’ambito della manifestazione fieristica “Energie Expo Sarzana” presso la Fortezza Firmafede di Sarzana (SP) il 4 giugno 2010. La Spring Color è stata annoverata insieme ai colossi premiati nelle altre categorie come l'Enea.
Ecco la motivazione addotta dalla giuria: "Avendo riscontrato nella vostra produzione quanto stabilito dai criteri per l’assegnazione del Premio per il quale lo sviluppo sociale ed economico del territorio deve avvenire sempre nel rispetto dell’ambiente, in modo tale che anche le generazioni future possano usufruirne e mantenere adeguati livelli di vita e di benessere e non deve superare le capacità di carico e le possibilità di recupero dell’ecosistema, il Comitato tecnico ha deciso di assegnare il Premio alla azienda SPRING COLOR”.
La premiazione è avvenuta nella cornice della manifestazione fieristica “Energie Expo Sarzana- Notte Verde", alla presenza di note firme del giornalismo italiano, come Oliviero Beha (nella foto insieme al titolare Spring Color Roberto Mosca).
La Spring Color è stata premiata con la "stele di Luni" nella categoria Ricerca e Innovazione poichè "Azienda pionieristica del settore della bioedilizia e del restauro. Per l'attività di ricerca che le permette di creare prodotti di altaqualità biodegradabili al 100% e per fornire un modello di economia e un nuovo stile di vita in sintonia con l'ambiente e le persone.".
Spring Color parteciperà al seminario Anab Materiali e Tecniche per il Progetto
con l'intervento come relatore Francesco Mosca sulle finiture naturali
sabato 19 giugno
Loggia dei Mercanti, via della Loggia (An)
Il seminario è aperto a tutti, iscrizioni entro il 14 giugno
Un workshop di Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) sull'edilizia sostenibile. Tra gli argomenti l'utilizzo dell'argilla cruda, tetti verdi e giardini pensili, la ventilazione, serramenti ed isolamenti, sistemi radianti, fonti rinnovabili e finiture naturali.
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Piantiamola! Più alberi e meno discorsi!
Smettiamo di parlare e cominciamo a piantare! Con questo slogan Plant for the planet ha assunto l’i
mpegno di piantare un milione di alberi in diversi Paesi nel Mondo. E oggi in Germania questo risultato è stato raggiunto. Alla presenza dei Ministri Europei per l'Ambiente e di una piccola delegazione italiana proveniente dalle Marche.
La Spring Color, azienda produttrice di malte, pitture e vernici ecologiche, si è fatta promotrice dell'evento, partecipando alla cerimonia e finanziando il viaggio dei due bambini italiani.
A ognuno di noi piace parlare della crisi climatica. Ma il parlarne solamente non può arrestare lo scioglimento dei ghiacciai, o la scomparsa della foresta pluviale. E così ci pensano i ragazzi, piantando alberi in segno di giustizia climatica. Attualmente 132 ragazzi provenienti da 56 nazioni hanno assunto l’impegno di piantare un milione di alberi nei loro paesi.
Il Ministro all'Ambiente italiano Stefania Prestigiacomo oggi parteciperà all'evento del milionesimo albero piantato, dove due bambini marchigiani, Susanna Batocco e Leandro Mosca di Osimo, rappresentano i bambini italiani. Saranno loro i primi ambasciatori per il clima in Italia nella speranza che il loro esempio possa convincere molti altri bambini – e magari molte scuole - in modo che anche in Italia possa ambire a piantare un milione di alberi per il clima.
Vernici più ecologiche?
È entrata in vigore la nuova normativa che fissa i nuovi limiti massimi di emissioni per vernici e pitture. Il Decreto Legislativo 27 marzo 2006 n.161, in attuazione della direttiva europea 2004/42/CE, fissa precisi limiti di presenza di C.O.V. in varie categorie di prodotti di consumo. Dal 1 gennaio 2010 i nuovi limiti per i composti organici volatili (VOC) per le pitture sono fissati a 30 grammi per litro.
La riduzione dei VOC, o COV che dir si voglia, pone una riduzione delle emissioni sicuramente utile, il problema è che la legge continua ad equiparare, secondo noi in modo un po' grossolano e fazioso, i solventi petrolchimici a sostanze come olio di agrumi, oli essenziali, aceto di vino o alcool.
Nell'articolo 1 del decreto legge viene riportato che il fine della norma è quello di ridurre le emissioni dannose alla fascia di ozono troposferico. Ma la mancanza assoluta di valori che discriminino i solventi dannosi da quelli non dannosi alla fascia di ozono e all'uomo può dar luogo a molti fraintendimenti e favorire facili scappatorie.
Sarebbe stato più utile introdurre un parametro sulla vita media di COV in atmosfera, rilevabile dal tempo di dimezzamento. Ad esempio il d-limonene ha un tempo di dimezzamento di circa 36 minuti, l'alfa-pinene di 16 secondi, l'acetone 60 giorni, il toluene 1,9 anni, i cloro-fluoro carburi (CFC) da 5 a 4500 anni.
Morale della favola: le pitture naturali potrebbero contenere tracce di Cov e quelle acriliche no. Ma per le vernici ecologiche si tratta sempre di sostanze alimentari come l’aceto, l’alcol o di oli essenziali. "Invece si possono fregiare delle diciture “esenti da Cov” vernici o pitture all’acqua formulate con resine petrolchimiche prodotte tramite polimerizzazione di monomeri cancerogeni, suscettibili di sviluppare diossina e altre sostanze pericolose in caso di incendio o di smaltimento in inceneritore".
Smascherate le pitture eco-furbe
La rivista tedesca Oekotest, lo scorso ottobre, ha effettuato un nuovo test sulle pitture murali analizzando 18 prodotti disponibili sul mercato nazionale. La principale nota negativa registrata è la mancanza di una dichiarazione completa in etichetta. Un aspetto su cui la Spring Color non si sarebbe certo fatta cogliere impreparata, aderendo al principio della massima trasparenza.
Tra le righe del report conclusivo del test si sottolinea ancora una volta il fatto che alle pitture con base all'acqua devono essere aggiunti dei conservanti. In 3 dei 18 prodotti selezionati dalla rigorosa rivista ambientalista è stata riscontrata la presenza di formaldeide. In alcuni sono state rinvenute anche tracce di Isotiazolinone. I conservanti non sono stati dichiarati neppure in prodotti che sbandierano il marchio "der Blaue Engel".
La Spring Color auspica che vengano replicati test di questa portata anche in Italia. Riguardo alle composizioni e ai test di confronto non ha nulla da temere. Vedi Scheda Comparativa Pitture e Vernici.
Fonte: Oekotest.de
Azioni salva clima: Prima ristrutturare gli edifici
Altro che energie rinnovabili. Prima di tutto bisogna risparmiare, a cominciare dagli edifici. L’Italia ha un patrimonio edilizio particolarmente energivoro: per questo motivo la riqualificazione energetica dell’esistente, può costituire una mossa strategica, per ridurre la forte dipendenza energetica e guadagnare tempo nell’attesa che aumenti l’impiego di energie rinnovabili e alternative. L'Associazione Paea ha intervistato il prof. Peter Erlacher, docente all’Università La Sapienza di Roma (Master Progettazione ambientale) e all’Università di Bolzano (Master CasaClima) e autore de La riqualificazione energetica edifici esistenti". Anche Bolzano, patria di CasaClima, secondo Erlacher è decisamente indietro nel campo delle ristrutturazioni dell’esistente.
Per ulteriori informazioni: www. paea.it
I solventi chimici raddoppiano il rischio di malformazioni fetali
Il rischio d'avere un figlio con una malformazione congenita in Francia è del 2%-3%. Che però si moltiplica per 2,5 volte se la donna, in stato di gravidanza, è stata esposta a solventi chimici. Lo segnala uno studio condotto da quattro ricercatori dell'Istituto nazionale della sanità e della ricerca medica (Inserm), pubblicato in Occupational and Environnemental Medecine. Gli studiosi hanno seguito 3.000 donne incinte che esercitavano un'attività fuori casa. Il 30% delle donne ha dichiarato d'essere stata esposta regolarmente ad almeno un prodotto contenente solventi quando era incinta. Assorbiti soprattutto attraverso le vie respiratorie o la pelle, i solventi hanno la proprietà di passare la barriera placentaria e, dunque, di nuocere al feto. I componenti chimici incriminati sono largamente impiegati in tutte le specie di prodotti: colle, pitture, cosmetici, vernici, inchiostro... e riguardano un gran numero di professioni, e In particolare quelle legate alla sanità, alle pulizie, alla ricerca nei laboratori, ai servizi estetici. Le malformazioni più frequenti concernono il labbro leporino, i reni, le vie urinarie, i genitali maschili.
Fonte: Aduc
Amianto, il peggio deve ancora venire
In Italia muoiono ogni anno 4 mila persone per l'esposizione all'amianto. Lo denunciano i ricercatori Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) durante la prima giornata della Conferenza Mondiale sull'amianto in corso a Taormina. ''Ma il dato e' destinato a crescere. Tra il 2015-2018 è previsto un picco di vittime'', aggiungono. ''Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica - sottolinea il commissario straordinario dell'Ispesl Antonio Moccaldi - L'eta' media della diagnosi e' intorno ai 68 anni''.
La conferenza è nata con l'obiettivo di bandire l'amianto a livello internazionale per non creare discrepanze tra i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo. Ferma intenzione dei promotori quella sollecitare interventi di bonifica e di prevenzione per la sicurezza e la salute dei lavoratori e degli ambienti di vita. Nel nostro paese, secondo i dati ufficiali, sarebbero infatti presenti in più di 27 mila siti contaminati da amianto.
Le tempere che usano i bambini sono velenose?
Le tempere che usano i bambini sono velenose? Da quanto emerge dai risultati dei test condotti in Svizzera dai laboratori cantonali di Basilea e Argovia, recentemente portati all'attenzione del pubblico italiano dall'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori), su 15 confezioni in commercio di colori "a dita" ad uso infantile, non c'e' da essere tranquilli su cio' che e' a disposizione, a casa o a scuola, e che, oltre a finire nei loro coloratissimi disegni, entra in contatto con la loro pelle.
Pare infatti che il 60% di questi prodotti esaminati dai laboratori svizzeri non abbia passato il test di conformita' (mentre nel 2005 e 2006 la percentuale di inidoneita' era stata del 93% e dell'88%!), presentando criticita' su composizione e conformita' delle informazioni in etichetta, non accurate sulle sostanze usate per la conservazione dei prodotti e sulle sostanze aromatiche "amare" che dovrebbero scoraggiare i bambini dal leccarsi le dita. In particolare, in alcune confezioni in commercio, è stata rilevata una concentrazione anomala di sostanze non adatte ai giocattoli per l'infanzia: gli ftalati (presenti al limite massimo in due set) e le nitrosamine (oltre il massimo consentito in tre campioni).
Per questo motivo è stata presentata un'interrogazione al Ministro del lavoro, salute e politiche sociali, per chiedere se e' a conoscenza dei risultati dell'indagine condotta dai laboratori svizzeri e se non intenda disporre altrettanto per verificare la regolarita' dei prodotti dello stesso tipo in commercio e/o usati presso le scuole e gli istituti per l'infanzia sul territorio nazionale.
Vedi il testo dell'interrogazione: http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=233623
Sconfiggere la muffa in modo naturale
La muffa perseguita molti cittadini, inquilini o proprietari di case vecchie o case nuove. L'associazione austriaca Umweltberatung fa il punto della situazione e stila una serie di consigli utili per fronteggiare il problema senza crearne altri. Le cause della diffusione di muffa negli ambienti domestici possono essere rintracciate in problemi di ordine costruttivo o strutturale (ponti termici, scarso isolamento di tetto e pareti, perdita di tubi), ma dipendono anche da sistemi di riscaldamento incompleti o poco efficienti.
La differenza di temperatura tra le varie stanze di un abitazione non dovrebbe mai essere superiore ai 3 gradi. Un valore di umidità relativa superiore al 55% e un cattivo isolamento fanno in modo che l'aria umida condensi sulle pareti più fredde o alle finestre. Ma lo stesso problema si verifica in presenza di un isolamento molto spinto, dove però non sono stati usati prodotti naturali.
I luoghi umidi di condensa costituiscono il terreno ideale per lo sviluppo di muffe, che se non vengono combattute provocano una pericolosa concentrazione di spore fungine nell'aria che respiriamo all'interno dell'edificio, con conseguenze anche gravi per la nostra salute.
Le muffe possono infatti infiltrarsi nelle mucose, provocando danni al sistema nervoso e al sistema immunitario. I sintomi genericamente sono stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse ed asma bronchiale. Complicazioni particolarmente pericolose per bambini, anziani e soggetti allergici.
Il primo passo da compiere per sconfiggere il problema definitivamente, o quanto meno evitare il rapido ritorno delle muffe, è quello di eliminare le cause di eccessiva umidità. Ecco alcuni consigli di base sulle abitudini domestiche:
- non asciugare i panni nell'appartamento
- non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo
- montare cappe di aspirazione per le cucine
- evitare armadi a muro troppo ingombranti
In secondo luogo si dovrebbe tinteggiare le pareti con pitture traspiranti a base di calce, che evitano il proliferare delle spore. Le muffe infatti si nutrono principalmente di residui organici, presenti in larga misura nelle pitture viniliche convenzionali.
Cosa fare quando le macchie nere sono già presenti? Bisogna intervenire subito, ma invece di utilizzare i preparati chimici a base di cloro, i cui residui vengono respirati per lungo tempo dagli abitanti della casa, Umweltberatung raccomanda di utilizzare perossido di idrogeno, soda o alcool etilico.
Per maggiori informazioni sui prodotti adatti si raccomanda comunque di consultare consulenti esperti in bioedilizia e biorestauro.
Fonte: Terra Nuova On-line